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IL CENTRO PER LA PACE DI OVADA INTITOLATO A RACHEL CORRIE |
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Il benvenuto del presidente del Centro Carissima Cindy, esattamente un anno fa iniziammo a porre le basi per costruire, anche nella nostra zona, un centro di iniziativa per la pace e la nonviolenza Durante questo anno, grazie al costante e appassionato impegno di diverse persone, siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi principali che ci eravamo posti. Abbiamo lavorato in piena armonia nel rispetto reciproco delle idee e delle esperienze. Spero che tutti coloro che hanno collaborato al raggiungimento di questi obiettivi si sentano, come me, gratificati e soddisfatti del lavoro svolto. In questo anno abbiamo organizzato due riuscitissime manifestazioni per la pace, alcune assemblee pubbliche su temi quali il mercato delle armi, l’invasione Statunitense in Iraq, abbiamo progettato e proposto alle scuole dell’Ovadese un programma di approfondimento didattico dei principali temi della pace e della nonviolenza, abbiamo cercato di sensibilizzare la nostra comunità all’impegno costante contro le guerre, i razzismi, le ingiustizie, la violenza. Abbiamo fatto tutto ciò con la piena consapevolezza che l’impegno per la pace e la nonviolenza, per il disarmo e la salvaguardia dell’ambiente, per la solidarietà e la collaborazione tra i popoli, non può essere episodico e non può essere di facciata. Non può essere condizionato da obiettivi politici né da obiettivi economici. Le drammatiche immagini di distruzione e di morte che provenivano da New York l’11 settembre del 2001, confermavano ancora una volta che, alla violenza non si risponde con la violenza, che alla distruzione e alla morte sarebbe seguito altra distruzione e altra morte, in una spirale distruttiva per il mondo intero. Quei fatti e quelle immagini ebbero diversi effetti sull’opinione pubblica e sulle singole persone; in noi , come in milioni di altre persone, accentuarono il nostro impegno a sostegno della scelta pacifica e nonviolenta. Maggiore divenne la consapevolezza che ognuno di noi doveva fare qualcosa. Il centro di cui oggi inauguriamo i locali, ha tra gli obiettivi principali quello di far crescere tra i giovani, le donne gli uomini della nostra comunità quel senso di utilità individuale decisiva per le sorti di questo nostro mondo, quello di non accettare supinamente la violenza e l’ingiustizia che ci circonda. Un senso di utilità e di partecipazione attiva che cercheremo di trasmettere in tutti i vari aspetti della vita sociale; dalla gestione del territorio, all’amministrazione pubblica, dall’insegnamento a l’educazione, ai rapporti con gli immigrati, dalla tutela dell’ambiente ai rapporti interpersonali, dalla difesa dei più deboli al rispetto dei diritti umani. E’ da questi obiettivi che ha origine la nostra scelta di intitolare il Centro a Rachel Corrie. Abbiamo pensato alla sua figura, al suo esempio, alla sua breve vita. Abbiamo pensato al compito che aveva deciso di svolgere, quello di lottare per la pace e per la giustizia, armata di un megafono e di una pettorina fosforescente. Abbiamo pensato ad una ragazza di 23 anni che, spinta dal suo senso di utilità, partendo da una delle regioni più ricche del mondo, se ne è andata in Palestina volontaria dell’International Solidarity Movement. Abbiamo pensato alla sua missione che era quella di fare scudo, accompagnandoli a scuola, ai bambini palestinesi e di opporsi con il suo corpo alla distruzione di misere abitazioni nei territori occupati. Abbiamo pensato ad una vita distrutta e all’ingiustizia che sta dietro ad ogni vita distrutta. Ma abbiamo pensato anche al suo sorriso, a quella foto che sta girando in tutto il mondo facendoci conoscere un viso sereno e pulito. Ed è in quel viso che noi vogliamo riconoscere il suo animo e vogliamo mantenere la sua immagine. La storia dell’uomo è una storia violenta, ma è anche una storia di singoli uomini e di singole donne che non hanno voluto rassegnarsi a questo fatto. Molti di loro sono oggi personaggi famosi, grandi figure, molte altre furono semplici Uomini e Donne che pur rimanendo nell’anonimato, hanno dedicato e dedicano la loro vita per la pace, per la solidarietà tra i popoli, per la libertà e la giustizia. E’ a queste persone che dedichiamo il nostro centro, persone che come Rachel Corrie avevano ed hanno un sogno, quello di poter vivere senza soprusi, senza paure, senza violenza, con la convinzione e la voglia di fare qualcosa per la sua realizzazione. Carissima Cindy, carissimo Craig, la vostra presenza ci onora e ci impegna. Vi ringrazio per aver accettato l’invito del nostro piccolo Centro e vi esprimo la solidarietà ed il dolore della nostra associazione e della nostra comunità per l’ingiusta scomparsa di vostra figlia. Metteremo tutto il nostro impegno, la nostra intelligenza ed il nostro cuore affinché il nostro Centro dimostri, in ogni occasione, di portare con onore il nome di vostra figlia. Il nostro impegno insieme a quello di tante persone nel mondo servirà, ne siamo convinti, a fare in modo che il prezzo per l’affermazione della giustizia, della solidarietà, della pace, non sia più da pagare in vite umane e, che il valore della vita di ogni essere vivente sia molto più alto di quello di una striscia di territorio o di un pozzo di petrolio. Grazie Rachel Grazie Cindy Grazie Craig E grazie a tutti coloro che nel mondo combattono con caparbietà e decisione, da soli o in gruppo, la loro lotta per l’affermazione dei loro diritti e della loro esistenza armati di sola intelligenza e di amore per la giustizia. Ovada, 11 settembre 2003 Massimo Arata
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