|
d |
|
|
IL CENTRO PER LA PACE DI OVADA INTITOLATO A RACHEL CORRIE |
|
|
Comunicato sulla situazione del conflitto israelo-palestinese La scelta di Rachel Siamo frastornati e spesso ingannati dall’informazione di guerra che colpisce la verità e cerca di oscurare la coscienza, ottundere la sensibilità. Eppure tutti sappiamo l’essenziale, sappiamo che la pace non sarà possibile, sarà falsa, sino a quando si protrarrà la tragedia infinita che da troppi decenni insanguina Israele e la Palestina. Questo conflitto, diventato guerra, distruzione e orrore quotidiano, è il centro simbolico e materiale del disordine che sta lacerando il mondo. Per la sua portata e i suoi significati simbolici, storici, culturali esso costituisce l’ostacolo insormontabile al sorgere di una comunità mondiale, sottratta al dominio della forza, all’ordine della violenza. L’Organizzazione delle Nazioni Unite, ridicolizzata e strumentalizzata, inutile o dannosa, ovvero indispensabile, a seconda della convenienza, ha subito gli attacchi peggiori e più insidiosi da Israele, Stato democratico e caposaldo dell’Occidente, pronto a ignorare le risoluzioni dell’ONU con il beneplacito e l’appoggio americano. C’è chi sostiene che Israele dovrebbe entrare a far parte dellUnione Europea, sanzionando la sua e la nostra alterità da civiltà inferiori. In questa follia è presente un elemento di verità: Israele è una costruzione europea, frutto di secoli di vergognoso antigiudaismo, delle persecuzioni e massacri che hanno ingrossato il sionismo, del tentativo nazista di sterminare integralmente gli ebrei d’Europa, con il concorso attivo del fascismo italiano e di tanti altri volenterosi collaboratori. Questa storia ci riguarda da vicino e siamo chiamati a prendere posizione, e per la verità a molto di più. La ruota infernale della violenza e dell’odio ha scavato un solco così profondo tra ebrei e palestinesi che è ormai impossibile una convivenza pacifica all’interno dello stesso Stato. L’unica via d’uscita è quella di consentire ai palestinesi di avere un proprio Stato nei confini sanciti dalle risoluzioni dell’ONU del 1967. La creazione di un vero Stato palestinese rappresenta l’unica garanzia per assicurare ad Israele il diritto a vivere senza l’incubo del terrorismo. Ma se gli israeliani e i palestinesi saranno abbandonati a se stessi, o lasciati nelle mani di alleati infidi, nessuna soluzione sarà possibile e continuerà a ripetersi morte e distruzione. La scelta di Rachel è stata quella di esserci, di opporsi alla violenza, senza cercare il martirio o il sacrificio, divenendo vittima dell’oltraggiosa ottusa bestialità che scioccamente attribuiamo in esclusiva ai sistemi totalitari che hanno insanguinato il ‘900.. Presi dalla disperazione siamo indotti a pensare che contro la violenza la nonviolenza non possa fare nulla; Rachel Corrie ci indica un’altra strada e lo fa con una forza quieta e straordinaria, un’energia che non andrà dispersa, questo tutti noi e tanti altri glielo dobbiamo.
|
|